L'incisione, "l'arte di trarre un segno da una superficie dura utilizzando sistemi adeguati per inciderla", è una delle forme più antiche d'espressione artistica: vedi l'arte preistorica.

E' nella metà del '400 che si inizia ad incidere su matrici di metallo e tale tecnica viene chiamata calcografia, dal greco calcos = rame e grafo = scrivo. Si tratta di incisione diretta della lastra a mezzo di un attrezzo chiamato bulino. Nel '500 inizia l'incisione all'acquaforte dal nome "acquafortis" con il quale gli orafi chiamavano l'acido nitrico.
Verso la metà del '600, in Olanda, era già nota la tecnica dell'acquatinta, che si diffuse poi molto nel '700 e che si avvicina come risultato all'acquerello.

La fortuna dell'incisione è legata alla nascita della stampa d'arte e nel corso dell'800 conquista l'amore della gente entrando nelle case come "illustrazione" di grandi capolavori letterari, e saranno proprio romanticismo, verismo, simbolismo a diffondere questo nuovo "verbo", poi riproposto agli inizi del '900 da movimenti artistici come art nuveau e liberty, espressionismo e astrattismo, futurismo e Bauhaus.

L'incisione ha parole nuove anche oggi capaci di regalare l'emozione oltre la tecnica: certo bisogna riabituarsi alla "povertà" del colore, di solito il nero, ma si acquista la ricchezza delle sfumature, dei toni, dei passaggi chiaroscurali.